Università Pontificia Salesiana - Roma


Pasqualetti concerto danza 0289Martedì 4 novembre si è tenuta la presentazione del nuovo libro del prof. Fabio PasqualettiIl concerto e la danza. Ritualità musicali giovanili’ edito da San Paolo e successivo al precedente volume pubblicato da Las lo scorso anno ‘Giovani e Musica. Una prospettiva educativa.’ L’evento ha aperto gli incontri di novembre e dicembre della rassegna “Librarsi in Volo”, organizzati nel contesto delle iniziative correlate al Convegno “Ripensare la Comunicazione”.

 

Ad intervenire alla presentazione e ad intervistare l’autore, oltre al pubblico, i proff. Claudia Caneva e Paolo Restuccia con la partecipazione della dottoranda Francesca Rosso. Claudia Caneva ha introdotto il nuovo lavoro di Pasqualetti come un contributo tanto appassionato quanto analitico sulla complessità che per la gioventù la musica rappresenta e canalizza. E considerando la musica come un vero e proprio linguaggio, l’autore ha subito proposto ai partecipanti un test di ascolto musicale cui associare immagini, colori, narrazioni. L’approccio realista dell’indagine, ha sottolineato Caneva, conduce ad una esplorazione di quelle che sono le (molteplici) ragioni che portano spesso al binomio musica e sostanze stupefacenti – come purtroppo accade ad esempio durante i rave party – laddove la ricerca esasperata di stati alterati di coscienza si nutre di un eccesso di stimolazioni sensoriali (volume della musica, danze sfrenate, alcol e droghe).

 

pasqualetti concerto danzaMa la riflessione dell’autore va oltre e cerca, in questo excursus storico-evolutivo delle sonorità e della società, possibili interpretazioni di quel disagio giovanile che in qualche modo cerca sfogo e risposte e non trovandole si rifugia poi in tutti quei contesti di aggregazione estemporanea tra pari come le discoteche, i concerti e gli eventi. Anche il prof. Restuccia ha parlato di ‘coraggio della realtà’ riconoscendo all’autore di essersi avventurato su un terreno scivoloso sul quale non era facile focalizzarsi. In ultimo la dott.ssa Rosso, studiosa di danza, ha evidenziato il rigore analitico di Pasqualetti che non manca però di restituire puntualmente al lettore immagini di vivida fisicità anche nel descrivere qualcosa d’inafferrabile come la danza.

 

E’ stata poi la volta dell’autore che ha svelato come tutto sia nato dalla pratica dello strumento musicale (chitarra) in anni di gioventù in cui la socializzazione era meno virtuale e più comunitaria e di come l’esperienza stessa del ballo sia stata foriera di una prospettiva che non si arrende al giudizio e piuttosto scava in profondità per restituire una fotografia delle dinamiche giovanili che appartengono a intere generazioni. E con il fermo intento di fornire preziosi spunti di riflessione affinché tutti (giovani come anche educatori) possano riappropriarsi del senso autentico, sano e generativo dello stare in ‘sintonia’ con se stessi e gli altri.

 

 




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