Università Pontificia Salesiana - Roma


Simonetta Blasi e Mirko Benedetti (FSC) con Cristiano LenaÈ questo il tema dell’intervento scelto dalla prof.ssa Simonetta Blasi, docente FSC di Teoria e tecniche della pubblicità e dal dott. Mirko Benedetti (ISTAT, dottorando presso la FSC) per chiudere i lavori del Corso di Formazione della Federazione Donatori Sangue FIDAS “Il volontariato consapevole: valori e strumenti”, tenutosi a Roma dal 7 al 9 dicembre e mirato all’aggiornamento delle competenze di oltre 120 responsabili associativi. L’evento è stato organizzato dal dott. Cristiano Lena (FIDAS, exallievo dell’UPS).

 

In continuità con l’approccio seguito a Matera, in occasione del Meeting Giovani Fidas del 2011, Blasi e Benedetti hanno adottato una modalità didattica fatta di esposizione teorica, confronto puntuale con i dati dell’esperienza e interazione d’aula.

Benedetti, in particolare, ha dedicato il suo intervento alla misurazione della leggibilità delle comunicazioni scritte, presentando i fondamenti teorici dell’argomento e declinandoli poi nell’esame di alcuni casi di comunicazione on line tratti dal mondo delle realtà associative che promuovono la donazione del sangue. La possibilità di quantificare la leggibilità attraverso specifici indici di misurazione, ha detto Benedetti, non compromette l’originalità della comunicazione, né diminuisce la sua autenticità. Piuttosto offre strumenti operativi per uscire dalla prospettiva autoreferenziale e verificare empiricamente che il messaggio sia tarato sulle competenze degli utenti, specie di quelli con minori abilità linguistiche, come i cittadini con basso grado d’istruzione e gli stranieri residenti non ancora in possesso di una conoscenza fluente dell’italiano. L’esigenza di adottare tecniche di scrittura controllata per aumentare la leggibilità delle comunicazioni di pubblica utilità, ha proseguito Benedetti, è tanto più attuale nel mondo della Rete, dove i testi sono accessibili a vaste platee di utenti sia sui siti web sia sui Social Network. Una comunicazione leggibile, ha concluso il relatore, è premessa indispensabile per un’informazione corretta, senza la quale non può attuarsi alcuna efficace promozione della cultura della donazione del sangue.

Simonetta Blasi ha proseguito l’intervento soffermandosi prima sulle principali teorie della motivazione e poi sui loro ambiti applicativi, con particolare riferimento alla gestione dei gruppi di lavoro tesa a negoziare i conflitti e a generare senso di appartenenza e identità. Grazie ad un efficace impianto divulgativo, sostenuto dal contributo di filmati e testimonianze video, il pubblico ha recepito agevolmente la densità di riferimenti concettuali che ha caratterizzato l’intervento, mostrando uno spiccato interesse soprattutto per le implicazioni pratiche della teoria della motivazione con l’attività di gestione dei gruppi di donatori di sangue dislocati sul territorio.

La consapevolezza puntuale delle dinamiche della motivazione, ha spiegato Blasi, è indispensabile per progettare azioni di promozione della cultura del dono attente alle resistenze psicologiche dei singoli e dei gruppi.

La professoressa, infine, ha chiuso l’intervento con un’esercitazione che ha coinvolto tutti i partecipanti, mostrando concretamente l’influenza dei fattori paraverbali e prossemici nella comunicazione interpersonale.

L’intervento di formazione ha registrato ampi consensi tra i partecipanti, lo testimoniano il ringraziamento ufficiale espresso pubblicamente dal Presidente della FIDAS, Aldo Ozino Caligaris, accompagnato dalle numerose attestazioni di stima registrate online e offline. Una felice esperienza per i relatori che hanno nuovamente messo in luce la particolare efficacia dell’approccio salesiano alla comunicazione sociale.

 




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