Università Pontificia Salesiana - Roma


marcia climaOrmai è chiaro che i cambiamenti climatici sono un problema che riguarda l’intera umanità, è una minaccia che si presenta senza discriminazioni di nazionalità o sessuale, di colore della pelle, status sociale o credo religioso.

Per questo il 29 novembre si è svolta a Roma -come nel resto del mondo- la “Marcia per il clima”. La mobilitazione della società civile è stata organizzata per invocare un accordo vincolante e un intervento maggiore contro le emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale.

Già da prima dell’inizio della manifestazione si assaporava qualcosa di importante, qualcosa che ha unito e unirà anche nei prossimi giorni il mondo intero. In Italia la mobilitazione è stata promossa dalla Coalizione Clima che ha saputo riunire oltre 150 organizzazioni nazionali e locali, laiche e religiose, a cominciare da Legambiente, WWF, Greenpeace, Oxfam, LAV (Lega Anti Vivisezione).

Le organizzazioni sono state le portavoci della manifestazione. Gli striscioni presenti riguardavano diversi aspetti: Greenpeace ha reclamato il bisogno di un maggior uso di energia rinnovabile con il messaggio “energy revolution now!”. Legambiente in linea ha lanciato il messaggio che vengano interrotte le trivellazioni. Oxfam si presenta con il manifesto “clima, fame, povertà: la sfida è la stessa”. La LAV, così come molte altre associazioni animaliste, cerca di far breccia sui cittadini e sulle abitudini alimentari con messaggi del tipo “c’e una ricetta per non consumare il mondo. Cambia menu”, facendo riferimento alla produzione intensiva di carne che comporterebbe il 51% delle emissioni di CO2.

Nel frattempo un militante de Il Manifesto, con un discreto successo, si avvicina per vendere il quotidiano che in allegato offriva l’inserto sul clima contenete articoli scritti da vari giornalisti ed esperti del settore.

marcia clima2Gli slogan sono tantissimi e non vengono lanciati solo dalle associazioni, ma anche dalla partecipazione attiva e volenterosa dei partecipanti, tra i quali si distingue una ragazza vegana, vestita quasi di nulla nonostante la temperatura invernale, che testimonia con la sua presenza e tramite un cartellone con su scritto it’s getting so hot in this planet. Go vegan for animals humans earth” il tragico innalzamento delle temperature con il quale tutti abbiamo a che fare.

La marcia si è fatta sentire e ha portato la testimonianza e la presenza di migliaia di persone, tra cui anche una rappresentanza di studenti e docenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma: tra di essi i docenti Simonetta Blasi e Tommaso Sardelli che hanno realizzato il logo della Coalizione Clima. La manifestazione ha proseguito fino ai Fori Imperiali, dove in chiusura si è svolto il “concerto per il clima” con ospiti illustri come Modena City Ramblers, Dolcenera, Paolo Belli, Piotta ed altri.

Le varie sfumature più o meno ottimistiche degli striscioni condividono un obiettivo comune: fare qualcosa per salvare il pianeta. La richiesta e la necessità è che i cambiamenti siano fatti oggi e non domani: è il mondo a chiederlo.

La "Marcia globale per il clima" si è svolta in contemporanea in più di 150 città con l’obiettivo di mettere pressione ai leader mondiali che da pochi giorni hanno aperto a Parigi il summit sul clima (Cop21).

 

ph: Stefano Valentini




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