Università Pontificia Salesiana - Roma


pod.gif«I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la verità per condividerla». È questo il tema della 42° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, appuntamento che la Chiesa ha celebrato domenica scorsa e che ormai coinvolge non solo gli addetti ai lavori, ma tutta la realtà umana.
 
Abbiamo pensato, così, di non intervistare personaggi "illustri", ma di voler leggere il discorso papale e il valore dell'evento con gli occhi di un giovane, Valentino Vilone, 24enne, laureato in Scienze della Comunicazione e specializzando in giornalismo ed editoria.

Quali sono le potenzialità sociali dei mezzi di comunicazione?

«Sono potenzialità illimitate. A mio modo di vedere lo sono dall'invenzione della radio e del cinema. Basti vedere l'utilizzo che ne hanno fatto i totalitarismi prima e durante la seconda guerra mondiale. Con lo sviluppo delle nuove tecnologie, in particolare nell'ultimo ventennio, il loro impatto è aumentato a dismisura. Ogni cosa per esistere deve passare attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. E non mi sembra che la gente se ne renda conto a pieno».
 
Benedetto XVI nel suo discorso indica la vocazione dei media al servizio di un mondo più giusto e solidale. Pensa sia una possibilità reale? Ha idee per attualizzarla?
Benedetto XVI, come anche Giovanni Paolo II, ha molto a cuore questo argomento. È innegabile che i media siano uno strumento necessario allo sviluppo di un mondo equo e solidale. Un giusto utilizzo delle nuove tecnologie potrebbe formare idee e società migliori di quelle che attualmente dominano il nostro mondo. Ma i risultati ci dicono che è un obiettivo ancora molto distante, c'è stato un liberalismo eccessivo nel campo delle nuove tecnologie. Il cammino è lungo. Lo stesso Papa scrive che "la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede". Le idee per migliorare l'impatto dei mass media sulla nostra vita ci sono, non penso ci sia, però, la volontà - da parte soprattutto degli imperi economici - di realizzarle».
 
I nuovi media stanno modificando il volto stesso della comunicazione, continua il Papa nel suo discorso augurandosi che sia un'occasione preziosa per ridisegnarlo. Come?
giovani pc «Sua Santità ha le migliori intenzioni del mondo ma è una lotta contro i mulini a vento. Se da una parte c'è una maggiore consapevolezza nei confronti dei mass media (grazie a ricerche scientifiche, studi approfonditi, ecc), dall'altra non vedo soluzioni né la voglia di cambiare il volto della comunicazione. Internet è il simbolo della libertà; è un qualcosa di straordinario ma come tutte le cose straordinarie ha molti lati oscuri. Frenarli o limitarli credo sia quasi impossibile. Per quale motivo ragazzi di 14-15 anni picchiano i coetanei - spesso i più deboli - e poi mandano il filmato del pestaggio sulla rete? È questo l'insegnamento educativo che deve venire dai nuovi mezzi di comunicazione? »
 
I mezzi di comunicazione al bivio tra protagonismo e servizio. Come pensa il suo futuro nel mondo dei media? Le due strade sono possibili da percorrere contemporaneamente?
«Quando c'è protagonismo il servizio viene inevitabilmente a mancare. Secondo me una cosa esclude l'altra. Io personalmente non sono un Internet dipendente; apprezzo i moltissimi lati positivi che ha ma cerco di utilizzare le nuove tecnologie in modo contenuto. Questo è un altro grande limite: stiamo diventando tutti schiavi dei new media. Se non hai il cellulare, se non chatti in rete, se non hai l'ultimo modello di ipod sei un emarginato. Non è questo il mondo in cui mi riconosco».
 
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