Università Pontificia Salesiana - Roma


Religion Today FIlmfestival 2017 01(Roma, 21 novembre 2017) - Il cinema è un linguaggio universale, in grado di abbracciare le culture ed esaltare le diversità. È questo il messaggio che il Religion Today Filmfestival ha portato anche quest’anno nelle aule della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’UPS, sede del seminario internazionale che si è tenuto lunedì 20 novembre.

La rassegna cinematografica religiosa, con sede a Trento, ha festeggiato la 20a edizione con la sua tradizionale tappa a Roma rinnovando l’amicizia con la FSC. “Una collaborazione proficua per tutti” l’ha definita la referente del festival, Katia Malatesta. Nelle sue parole c’è tutto il significato di una kermesse che, anno dopo anno, ha ottenuto sempre più successo di pubblico e di critica: “Il Religion Today Film Festival è nato con un duplice obiettivo: rappresentare sul grande schermo le tematiche religiose, cogliendone le ricchezze, ed esplorare le potenzialità di un’arte che vuole unire e mai dividere. Il festival è stato sempre un’opportunità di conoscenza reciproca e di confronto tra le religioni”. «Vent’anni che hanno cambiato il mondo». È questo lo slogan di un’edizione storica per il Religion, un punto di riferimento internazionale per “inquadrare” i cambiamenti in atto nella società. Le guerre, l’11 settembre 2001, l’Isis, il fenomeno migratorio in Italia e in Europa, le dimissioni di Papa Benedetto XVI e la grande novità di Francesco. Nel mondo è accaduto questo e molto altro. Sono nate nuove esigenze, nuovi stili narrativi e molteplici tematiche su cui riflettere. “Anche gli slogan della rassegna sono cambiati – ha precisato Malatesta – all’inizio c’era l’esigenza di comunicare l’uguaglianza (“Sotto un unico cielo” ndr), oggi crediamo che il vero ecumenismo sia esaltare le diversità nelle religioni. La difficoltà più grande? Dopo l'11 settembre era difficile parlare di incontro tra culture. È stato un periodo duro, ma l'abbiamo superato arricchendoci reciprocamente. La verità l'abbiamo sempre ricercata insieme, pezzo per pezzo".

Religion Today FIlmfestival 2017 02Dopo i saluti iniziali del Rettore, prof. Mauro Mantovani, del decano FSC, prof. Peter Gonsalves, e di Katia Malatesta, nel seminario della mattina sono intervenuti il professor Ambrogio Bongiovanni dell’Università Pontificia Urbaniana di Roma e la professoressa Cecilia Costa dell’Università RomaTre. Il primo ospite ha toccato il tema “L’impatto delle religioni nel mondo negli ultimi 20 anni”. Bongiovanni, infatti, ha ricordato l’importanza del sacro e della fede nella vita dell’uomo, precisando come serva una forte resistenza, da parte di tutti, per impedire ai gruppi fondamentalisti di trasformare la religione in un terreno di scontro culturale. “La via dialogica è quella da perseguire – ha precisato il docente – perché il dialogo non è strumento di potere, ma ci aiuta invece a riscoprire quel senso dell’ineffabile che fonda le relazioni umane”. “Giovani, dialogo e integrazione religiosa in Italia” è stato invece l’argomento della professoressa Costa. “Oggi stiamo riscoprendo un senso della religiosità che sembrava perduto – ha dichiarato – ma dobbiamo rifiutare la religiosità da supermarket, quella del prendi e porta a casa, del facile e dell’illusorio. Ogni fede ha la sua precisa identità. I giovani oggi rischiano di perderla, in una società liquida e destrutturata”. Questo, secondo la docente, avrebbe positività e rischi: “Nel dialogo ci si adatta meglio, con meno sovrastrutture e più apertura. Si favorisce l’incontro con l’altro, ma c’è anche un aspetto negativo ed è l’altra faccia della medaglia: senza i grandi valori perdiamo i punti di riferimento e, cosa ancor più grave, la capacità di farci domande di senso”.

Le riflessioni si sono concluse con l’intervento del prof. Renato Butera, docente di storia del cinema, su “Il cinema delle religioni”, nel quale sono state sinteticamente presentate le caratteristiche religioso-culturali del cinema prodotto in alcune delle grandi religioni monoteiste. Infine Jacopo Balliana ha presentato le motivazioni della giuria degli studenti per il premio assegnato al film sloveno “A new Home”.

Nel corso dell’evento la regista israeliana Shira Gabay ha presentato il suo corto “The gravedigger’s daughter”, 2016 (La figlia del becchino) e ha animato un importante dibattito sulla condizione femminile nella religione ebraica. Nel pomeriggio, invece, sono stati proiettati tre dei film premiati alla XX edizione del RTFf. Si tratta di due cortometraggi scelti dalla giuria composta da studenti FSC, “A new home” e “The Chop”, vincitori del premio “Nuovi sguardi” e del lungometraggio “Vedete sono uno di voi” di Ermanno Olmi. La settima arte, ancora una volta, ha intaccato i cliché, gli stereotipi e le banalizzazioni, contribuendo a una conoscenza più approfondita delle diverse spiritualità e concezioni del mondo.

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