Università Pontificia Salesiana - Roma


Il video-preghiera "Per amore del mio Popolo" che ha aperto la seconda giornata del convegno "Testimoni digitali"
A cura di Franco Lever, decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana.
 

 
Testimoni digitali
Preghiera di venerdì 24 aprile 2010
 
Tra le «cose meravigliose» (Inter mirifica) che la tecnologia digitale ha messo a nostra disposizione c’è la comunicazione multimediale: parole, grafici, disegni, immagini di ogni tipo, statiche o in movimento, rumori, canto, musica … con un clic sulla tastiera del computer prende vita una forma di comunicare che coinvolge come un’esperienza.
 
In modo immediato sono disponibili sia le immagini e i suoni prodotti oggi, sia le immagini e i suoni prodotti dagli artisti di ogni tempo. Possiamo contemplare e ascoltare le loro opere con la stessa facilità con sui consultavamo il testo del Catechismo. Con il vantaggio che l’artista spesso svela tratti del Volto di Dio che, da soli, pochi sanno intravvedere. Tutto l’armamentario che era necessario ieri è scomparso; un computer e - se lavori per la comunità - un videoproiettore e il sistema di amplificazione: è tutto, se c’è fantasia e passione.
 
Nei libro dei Salmi torna insistente l’invito “Cantiamo al Signore un canto nuovo”. Saremmo imperdonabili se non accogliessimo – per noi e per le nostre comunità – questo invito. Per due ragioni: oggi più di ieri c’è bisogno di chi intoni un canto nuovo al Signore; ora disponiamo di un “linguaggio” che sa armonizzare la nostra voce con le voci di quanti prima hanno lodato e visto il Signore. Per poi tornare alla vita quotidiana con nuova energia. “Nella notte… canta e cammina”, è l’invito di sant’Agostino. La preghiera di questa mattina cerca di accogliere questo invito. Eccone il tema: Comunicare è un atto di amore e di servizio. E’ dono e condivisione. Consuma, ma è feconda di bene. Ce lo rivela Gesù con la sua Vita e con la sua Parola. Oggi come ad Emmaus.
 
Le fotografie di una candela che cede ad altre la sue luce ed accetta, per questo, di consumarsi e le immagini di un pittore moderno (da « I pellegrini di Emmaus » di Arcabas, pseudonimo di Jean Marie Pirot) sono accompagnate da due musiche che invitano alla contemplazione e alla preghiera. La seconda è particolarmente significativa perché ripropone l’inno con il quale poeta Venanzio Fortunato e il popolo di Poitiers nel 569 accolsero le reliquie della Santa Croce, dono alla regina Radegonda da parte di Giustino II, l'imperatore di Costantinopoli. Ancora oggi la Liturgia delle ore propone questo inno nei Vespri della Settimana Santa. L’esecuzione è in francese; canta il coro della cattedrale ortodossa di Sant’Ireneo di Parigi.
 

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