Università Pontificia Salesiana - Roma


salvare l omelia oratoriSi è tenuta lunedì 1 dicembre in Facoltà la presentazione dell’ultimo libro di Adriano Zanacchi "Salvare l'Omelia", insieme a Domenico Pompili, Aldo Maria Valli e Manlio Sodi nell’ambito del ciclo dei volumi ‘Librarsi in volo’ a cura dei docenti della FSC.

 

 

Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI e autore della prefazione del testo di Zanacchi, ha esordito citando Papa Francesco il quale ha dedicato numerose riflessioni sull’omelia all’interno dell’Evangelii Gaudium affermando così l’urgenza di un ‘rilancio’ di questa parte così importante della liturgia. Pompili sostiene che ci siano molte realtà da salvare: il predicatore da se stesso, la comunità dalla predica e la Parola da entrambi. Se il predicatore non deve mai dimenticare di essere un medium della Parola divenendo così un facilitatore dell’ascolto, la comunità deve educarsi a questo ascolto che il sacerdote può agevolare preparandosi con più tempo, più attenzione e più riflessione.

 

È stata poi la volta del prof. Manlio Sodi, direttore di Rivista Liturgica e autore del Dizionario di Omiletica, che ha parlato di sacramentalità della liturgia della Parola che va costruita e accompagnata per vivificare gli animi senza intorpidirli con eccessive lungaggini e per questo suggerisce di non superare i 9 minuti (sostanzialmente 3 di introduzione al tema e 5 di approfondimento, senza tralasciare la fase conclusiva).

 

Aldo Maria Valli, Vaticanista del TG1, ha individuato due dimensioni del problema: perché è importante e quali sono le difficoltà. Per rispondere all’una e all’altra ha citato il Cardinal Piovanelli il quale sosteneva come l’omelia fosse per le persone l’unico momento di incontro con la Parola di Dio. E come purtroppo i predicatori non ne fossero mai abbastanza consapevoli. Valli ha insistito sulle parole che arrivano al cuore e ha ricordato la grande ispirazione che oggi viene dallo stesso Papa Francesco. Del resto Gesù stesso usava le parabole e suscitava un’attenzione carica di meraviglia. L’Omileta non deve seguire logiche mediatiche, bensì lasciarsi prima di tutto interpellare dal testo e vederne la sua attualità odierna, comunicandolo con umiltà del cuore e rinnovata gioia.

 

Zanacchi ha concluso l’incontro ringraziando il Decano Mantovani e il prof. Lever e ricordando i lunghi anni di insegnamento presso la FSC. Per l’autore, citando Paolo VI, la luce del Vangelo non si accende da sola, bisogna predicare meglio e questo significa anche avere una preparazione tecnica di base ed essere più vicini alle vite degli altri, perché la Parola è per loro.

 




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