| Valore legale dei Titoli |
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Il valore di un titolo universitario dipende sia dal prestigio dell'Università che lo rilascia, sia dalla sua spendibilità legale nel paese dove lo studente intende esercitare la professione. Le due condizioni non sempre si verificano contemporaneamente. Così, ad esempio, uno studente italiano può volersi laureare ad Oxford, pur sapendo che in Italia il titolo non avrà pieno valore legale; lo fa perché privilegia la qualità della proposta accademica dell'università inglese. Al suo ritorno - se lo riterrà necessario, perché nel mondo del lavoro non sempre si privilegia la nazionalità del titolo rispetto alla qualità della preparazione - potrà iscriversi ad un Facoltà analoga a quella frequentata, chiedere il riconoscimento dei corsi fatti e, quindi, completare il curricolo per ottenere il titolo italiano. Se invece lo studente appartenesse ad uno Stato che ha stabilito con la Gran Bretagna particolari accordi, al suo ritorno in patria egli potrà ottenere il pieno riconoscimento legale del titolo. Per quanto riguarda l'Università Pontificia Salesiana va detto anzitutto che essa non è una università privata. Promossa dalla Società Salesiana di don Bosco, essa è stata istituita dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, il "Ministero della Pubblica Istruzione" del Vaticano. Come tale, ha la dignità di una istituzione accademica di carattere internazionale. I titoli rilasciati dall'Università Pontificia Salesiana sono dunque di diritto pontificio. Agli effetti civili il valore dei suoi titoli dipende dai Concordati, dalle Legislazioni vigenti nei vari Stati e dalle norme particolari delle singole Università. Non c'è quindi un'indicazione valida per tutti i diversi casi. Un'analisi documentata del problema è disponibile nelle pp. 39-40 del Calendario delle lezioni (disponibile in Segreteria FSC, anche se ogni studente UPS ne ha una copia). Un'ultima annotazione per quanto riguarda l'Europa. É in atto un processo - chiamato processo di Bologna - che punta all'armonizzazione dei titoli universitari proposti negli Stati europei, per dare vita ad un sistema che faciliti e riconosca gli studi compiuti all'estero. Questa Convenzione, firmata a Lisbona nel 1997 e ratificata dall'Italia con la Legge 148 del 2002, vede tra i membri firmatari anche la Santa Sede. Con il 2010 il processo di Bologna avrà una accelerazione perché ogni Stato ha istituito una commissione che valuta i propri curricoli universitari, in modo da poter procedere al riconoscimento reciproco degli studi compiuti dagli studenti nelle diverse università europee. |
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