Il "Don Bosco" di Goffredo Alessandrini torna sullo schermo in versione restaurata

Il film del 1935 dedicato alla vita di San Giovanni Bosco, restaurato dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa del Centro Sperimentale di Cinematografia, sarà proiettato l’11 marzo 2026 a Roma nell’ambito del festival "Custodi di sogni"
  8 marzo 2026

Grazie al restauro realizzato dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa del Centro Sperimentale di Cinematografia, torna alla luce il film "Don Bosco" diretto da Goffredo Alessandrini nel 1935, realizzato a un anno dalla canonizzazione di Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

La versione restaurata sarà presentata al pubblico mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 18.00 a Roma, presso il Cinema Teatro Don Bosco. L’iniziativa rientra nel programma del festival "Custodi di sogni", rassegna che presenta al pubblico i più recenti interventi di restauro di opere provenienti da diverse collezioni cinematografiche: dal cinema muto alle produzioni aziendali e militanti, fino ai film d’arte e a quelli di carattere religioso. 

La proiezione sarà preceduta da una breve introduzione affidata a Dario Edoardo Viganò, a Renato Butera, al superiore dei Salesiani dell’Italia Centrale Roberto Colameo e al pubblicista ed esperto di cinema Simone Starace. 

Diretto nel 1935 da Goffredo Alessandrini e prodotto da Riccardo Gualino per la nascente Lux Film, "Don Bosco" fu girato tra Torino, Chieri, il territorio del Monferrato e gli studi Fert-Microtecnica Studios. Il film racconta la vita del santo piemontese ed è considerato il primo film italiano sonoro a soggetto religioso, anticipando il filone del cinema agiografico d’autore. L’opera non ottenne tuttavia un rilevante successo commerciale, anche a causa dell’inesperienza dei protagonisti e delle differenti aspettative tra la giovane casa di produzione Lux Film e la Congregazione salesiana. Proprio durante il lavoro di restauro sono emerse tracce della complessa fase produttiva, elementi che hanno contribuito a ricostruire la versione più vicina possibile a quella originaria.

Il restauro digitale è stato realizzato a partire da diverse fonti conservate in istituzioni cinematografiche internazionali. Il materiale principale proviene da un negativo nitrato custodito presso la Sede Centrale Salesiana e successivamente affidato al Centro Sperimentale di Cinematografia – Archivio Nazionale Cinema Impresa. A questo si sono aggiunti un positivo nitrato conservato presso la Fondazione Cineteca di Bologna, integrato con un positivo nitrato proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, oltre a due negativi e un positivo in formato 16 mm dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa e a un frammento positivo nitrato custodito dal George Eastman Museum. Le lavorazioni di restauro sono state eseguite nel 2021 presso il laboratorio del CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa.