Università Pontificia Salesiana - Roma


A. Zanacchi. Il libro nero della pubblicitàÉ stato dato alle stampe da Iacobelli Edizioni "IL LIBRO NERO DELLA PUBBLICITÁ. Potere e prepotenze della pubblicità sul mercato, sui media, sulla cultura" di Adriano Zanacchi, docente della FSC.
 
Il libro è stato presentato a Roma lo scorso venerdì 30 aprile, presso la Federazione Nazionale Stampa Italiana, alla presenza di  Luca Borgomeo (Presidente Aiart), Manlio Cammarata (giornalista e scrittore), Roberto Di Giovan Paolo (Senatore della Repubblica), Anna Innamorati (Presidente McCann Erickson) e Roberto Natale (Presidente Fnsi).
 
La pubblicità è troppa. E' invadente. E' fastidiosa. E' ingannevole, molte volte occulta. E' banale, ripetitiva, spesso stupida, volgare, anche violenta. Condiziona i mezzi di comunicazione. Corrompe i bambini... Accuse frequenti: tutte vere?
 
Questo libro mette a nudo uno dei fenomeni più pervasivi e influenti del mondo moderno, estremamente complesso, che coinvolge enormi interessi economici, culturali, educativi, politici. Ricco di casi, di dati, di illustrazioni, racconta e documenta tutto ciò che è stato detto e scritto contro la pubblicità: la sua tirannia, la sua tendenza a coglierci di sorpresa, a catturare con ogni sotterfugio possibile la nostra attenzione, a sollecitare artificiosamente i nostri desideri, a condizionare pesantemente i mezzi di comunicazione, a imporre una visione della vita che presenta come valori supremi il consumo, il possesso, l'emulazione, l'edonismo.
 
E' rivolto naturalmente ai consumatori, ai genitori, ai politici. Ma anche a chi commissiona e a chi realizza la pubblicità. Soprattutto a coloro che, volenti o nolenti, sono raggiunti quotidianamente da una miriade di messaggi carichi di suggestione, sfacciatamente intrusivi, spesso portatori di sollecitazioni pericolose.
 
La cattura dell'attenzione e il percorso della persuasione; l’enfasi e l’inganno; la posizione del consumatore e il fenomeno del consumo; la pubblicità occultata; la promozione di prodotti "a rischio"; i condizionamenti sui media e il “giornalismo dimezzato”; lo “specchio distorto” della realtà; la cattura dei minori, il ricatto affettivo e il “nag factor”; la degradazione della donna e altre volgarità. Ma anche l'esperienza dell'autoregolamentazione, gli interventi dello Stato, la contestazione e il rifiuto radicale. I compiti dell'educazione.
 
La pubblicità «fa leva sull’imposizione, sulla petulanza, su formule ossessive e su fattori suggestivi, spesso con ambiguità e a volte anche con la menzogna vera e propria e con l’occultamento ipocrita delle sue forme, per condizionare le scelte dei consumatori, spinti ad acquistare e a usare di tutto e di più. Agisce sul mercato creando barriere nei confronti della concorrenza, facendo quindi aumentare i prezzi dei prodotti e dei servizi. Corrompe la programmazione televisiva e i contenuti degli altri media, offende spesso la sensibilità di quanti vengono raggiunti dai suoi messaggi, impone stili di vita subordinati al valore assoluto del consumo, insidia lo sviluppo psicologico e morale dei minori» [p. 147].
 
L’autore.
Adriano Zanacchi ha lavorato per quasi 40 anni alla Rai, occupandosi in particolare di pubblicità. Ha fatto parte per molti anni del Consiglio direttivo dell'Istituto di Autodisciplina pubblicitaria. Ha fondato e diretto la collana Quaderni di documentazione pubblicitaria edita dalla Sacis ed è autore di numerose opere in materia di comunicazione, tra le quali: La Pubblicità. Potere di mercato. Responsabilità sociali (1999); Convivere con la pubblicità (1999); Pubblicità: effetti collaterali (2004); Relazioni pubbliche (2004); Opinione pubblica, mass media, propaganda (2006); Carosello Story. La via italiana alla pubblicità televisiva in collaborazione con Laura Ballio (nuova edizione con dvd 2009).
 
Adriano Zanacchi, Il libro nero della pubblicità, Iacobelli Edizioni, pagine 287



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