Università Pontificia Salesiana - Roma


Gandhi PopesEsce l’ultimo lavoro di Peter Gonsalves, docente di Edu-comunicazione e Comunicazione Internazionale presso la FSC, Gandhi e i Papi. Da Pio XI a Francesco edito da Peter Lang. Uno studio che è la prosecuzione ideale dei precedenti saggi pubblicati dallo stesso autore sul capo spirituale e politico dell’India (Clothing for Liberation, SAGE, 2010; Gandhi’s Mega Symbol of Subversion, SAGE, 2012).

Questa volta la suggestione parte da un commento riportato dai media nel 1931 quando Gandhi, durante una breve visita a Roma, vede negata la sua richiesta di incontrare l’allora Pontefice Pio XI. All’epoca il sensazionalismo giornalistico si focalizzò sull’abbigliamento ‘inadeguato’ di Gandhi per dare conto della mancata visita ed è qui che la ricerca di Gonsalves ha inizio per rintracciare – a cominciare dalla documentazione storica dell’Archivio Segreto del Vaticano – quali fossero state poi le reali problematiche in essere e le considerazioni del Santo Padre in relazione al Mahatma.

È in questo percorso che l’autore scopre come invece lo stesso Pio XI avesse dato il via all’Osservatore Romano per la pubblicazione di un articolo di lode nei confronti di Gandhi (“Come Gandhi parla di Dio”) solo quindici giorni prima del suo arrivo a Roma. A questo punto l’interrogativo di Gonsalves si sposta su un altro piano: quali sono le opinioni dei Papi riguardo a Gandhi? E così emergono segni di grande stima e considerazione, come da parte di Giovanni Paolo II che cita lo stesso metodo Satyagraha (la forza della verità) per contrastare il comunismo dominante nel suo paese fino alla fine degli anni ‘80 e restituire così slancio a tutta l’Europa dell’Est. O come le stesse azioni comunicative di Papa Francesco e dello Statista indiano in realtà si rassomiglino e si richiamino in almeno dieci punti nodali.

L’ultimo interrogativo che sorge spontaneo all’autore è verificare in quale modo sia possibile considerare Gandhi una figura ispirata dal Cristianesimo e, similmente, se sia possibile verificare in quale modo egli stesso abbia esercitato la sua influenza sulle guide spirituali cattoliche, soprattutto le più recenti. Starà al lettore scoprire le risposte a questi interrogativi emerse da questo originale e intrigante saggio storico che, tra l’altro, ha ricevuto da Peter Lang la nota di merito di essere annoverato quale 160° volume della quarantennale collana Studi Interculturali sulla Storia del Cristianesimo.

 

Gandhi e i Papi, una (reciproca) influenza che ha fatto storia

di Simonetta Blasi

Peter Gonsalves pubblica il suo ultimo lavoro, uno studio che è una ricostruzione storica e una riflessione su Gandhi e i nostri Papi.



Esce l’ultimo lavoro di Peter Gonsalves, docente di Edu-comunicazione e Comunicazione Internazionale presso la FSC, ‘Gandhi e i Papi. Da Pio XI a Francesco’ edito da Peter Lang. Uno studio che è la prosecuzione ideale dei precedenti saggi pubblicati dallo stesso autore sul capo spirituale e politico dell’India (Clothing for Liberation, SAGE, 2010; Gandhi’s Mega Symbol of Subversion, SAGE, 2012). Questa volta la suggestione parte da un commento riportato dai media nel 1931 quando Gandhi, durante una breve visita a Roma, vede negata la sua richiesta di incontrare l’allora Pontefice Pio XI. All’epoca il sensazionalismo giornalistico si focalizzò sull’abbigliamento ‘inadeguato’ di Gandhi per dare conto della mancata visita ed è qui che la ricerca di Gonsalves ha inizio per rintracciare – a cominciare dalla documentazione storica dell’Archivio Segreto del Vaticano – quali fossero state poi le reali problematiche in essere e le considerazioni del Santo Padre in relazione al Mahatma.

È in questo percorso che l’autore scopre come invece lo stesso Pio XI avesse dato il via all’Osservatore Romano per la pubblicazione di un articolo di lode nei confronti di Gandhi (“Come Gandhi parla di Dio”) solo quindici giorni prima del suo arrivo a Roma. A questo punto l’interrogativo di Gonsalves si sposta su un altro piano: quali sono le opinioni dei Papi riguardo a Gandhi? E così emergono segni di grande stima e considerazione, come da parte di Giovanni Paolo II che cita lo stesso metodo Satyagraha (la forza della verità) per contrastare il comunismo dominante nel suo paese fino alla fine degli anni ‘80 e restituire così slancio a tutta l’Europa dell’Est. O come le stesse azioni comunicative di Papa Francesco e dello Statista indiano in realtà si rassomiglino e si richiamino in almeno dieci punti nodali. L’ultimo interrogativo che sorge spontaneo all’autore è verificare in quale modo sia possibile considerare Gandhi una figura ispirata dal Cristianesimo e, similmente, se sia possibile verificare in quale modo egli stesso abbia esercitato la sua influenza sulle guide spirituali cattoliche, soprattutto le più recenti. Starà al lettore scoprire le risposte a questi interrogativi emerse da questo originale e intrigante saggio storico che, tra l’altro, ha ricevuto da Peter Lang la nota di merito di essere annoverato quale 160° volume della quarantennale collana Studi Interculturali sulla Storia del Cristianesimo.

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