Università Pontificia Salesiana - Roma


2T8A7372 rid“‘Non ardeva il nostro cuore mentre ci parlava Lui?!’. Così partiamo portando un sincero impegno di prenderci cura della nostra formazione, come discepole/i di Gesù, nella cultura della comunicazione, sempre attenti/e ai cammini degli altri, ai ‘gridi’, alle suppliche dei giovani, delle giovani, delle famiglie, di chi soffre. Che nessuno di noi perda il sogno di famiglia, di essere famiglia, di vivere la comunione di famiglia”: con queste parole sr. Maria Helena Moreira (Consigliera Generale per la Comunicazioen Sociale delle Figlie di Maria Ausiliatrice) e d. Filiberto González Plasencia (Consigliere Genrale per la Comunicazione Sociale dei Salesiani) hanno concluso nel pomeriggio di sabato 18 aprile le Giornate Salesiane di Comunicazione Sociale 2015 svoltesi all’UPS il 17 e 18 aprile, organizzate dai Dicasteri della Comunicazione Sociale e della Formazione sdb e fma in collaborazione con la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” e con la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’UPS.

 

 

Grazie alle ispettrici e agli ispettori, e alle direttrici e direttori che ne hanno incoraggiato la partecipazione, hanno potuto convenire a Roma più di 150 giovani figlie di Maria Ausiliatrice e salesiani in formazione, accompagnati dalle loro formatrici e formatori, per confrontarsi sul tema della ormai prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2015. Quest’anno, com’è noto, papa Francesco ha proposto “Comunicare la Famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”. Scegliendo questo argomento papa Francesco ha voluto approfondire il tema offerto l’anno scorso, “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”, spingendoci a penetrare la realtà più profonda della comunicazione per superare l’idea odierna che concentra l’aspetto comunicativo ai soli media, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e al loro uso, nella rete e nel digitale, dimenticando facilmente la persona e le persone, ispirazione e fonte di ogni comunicazione. Cosi il Messaggio di quest’anno evidenzia la centralità antropologica attraverso il tema della famiglia, paradigma e contesto della comunicazione. Nella cultura della comunicazione multimediale, l’educazione e la comunicazione interpersonale si sviluppano all’interno di questa sfidante realtà.

 

2T8A7393 ridL’incontro, apertosi con i saluti di sr. Maria Helena Moreira, d. Filiberto González Plascencia, d. Carlo Nanni (Rettore Magnifico dell’UPS), sr. Pina Del Core (Preside dell’Auxilium) e d. Mauro Mantovani (FSC), aveva come finalità principali il favorire una nuova occasione d’incontro e di formazione per i giovani religiosi fma e sdb, il promuovere la formazione alla Comunicazione Sociale nelle fasi della formazione iniziale, in collaborazione con l’Ambito e il Dicastero per la Formazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei Salesiani; l’abilitare i giovani religiosi in formazione iniziale, insieme ai loro formatori e formatrici, alla consapevolezza dell’auto formazione e dell’importanza della Comunicazione Sociale nella missione.

 

Il programma del pomeriggio di venerdì 17 aprile è cominciato con un video dal titolo “Famiglia è…” curato dal prof. Enrico Cassanelli e da sr. Fatima Tomassi, che ha introdotto il tema della famiglia tramite una raccolta di parole e immagini tratta dal coinvolgimento dei partecipanti. Il prof. Cassanelli, con la collaborazione di alcuni studenti ed exallievi FSC, ha curato la trasmissione in streaming delle fasi principali dell’intero evento, che ha potuto avvalersi anche della diretta twitter.

2T8A7443 ridAlla Tavola rotonda che ha approfondito il tema del “Comunicare la famiglia”, moderata da Donato Lacedonio (FSC), hanno partecipato la dott.ssa Elisa Manna (Responsabile delle Politiche culturali del CENSIS) e la famiglia Diella , che ha offerto la propria testimonianza di vita familiare. La dottoressa Manna ha sottolineato nel suo intervento il fatto che la famiglia costituisce un vero e proprio “laboratorio” di quello che succede nel tessuto sociale. Le statistiche sulla realtà della famiglia vanno studiate guardando alle fonti e alle qualità dei campioni, perché possano essere credibili. In Italia c’è ancora un numero significativo di famiglie, formate da padre-madre-figlio/i, che assumono la responsabilità della crescita della persona. Cresce tuttavia anche la fascia di persone che si trovano in situazioni di solitudine. La testimonianza offerta dalla famiglia Diella ha rappresentato una ricca esperienza reale che mette insieme diversi fattori importanti per “costruire la famiglia”: la capacità di affrontare il conflitto non da soli, ma accompagnati, il chiamare le cose per nome parlando dei propri sentimenti, la scoperta del pregare insieme, prima della nascita dei figli e con i figli, l’imparare a “costruire il NOI”, il cercare sempre nuovi sentieri di comunicazione, lo scoprire la realtà comunicativa delle diverse vocazioni (laicale, religiosa, sacerdotale) che permette di dare respiro al cammino di ciascuno. Accanto a questo l’invito ad uscire della propria famiglia, prima aprendosi a una vocazione come salesiani cooperatori, e quindi come apostoli insieme con altre famiglie.

Il pomeriggio di venerdì 17 aprile si è concluso con sei sessioni parallele e con la preghiera dei Vespri. Nei gruppi delle sessioni parallele si sono approfonditi in forma interdisciplinare alcuni aspetti specifici del “comunicare la famiglia”. Ecco l’elenco delle sessioni che sono state condotte: 1) Comunicare la famiglia: è possibile in una casa famiglia? (sr. Antonella Franchini e Alessandro Carioti , “Il Nido” di Pavia); 2) Comunicare nella pastorale per/con la famiglia (d. Mario Llanos , FSE UPS); 3) Comunicare la famiglia in contesti familiari difficili (d. Gabriele Quinzi , FSE UPS); 4) Comunicare la famiglia nelle nostre comunità religiose (d. Carlo Maria Zanotti , sdb); 5) Il Sinodo sulla famiglia: contenuto e metodo (d. Andrea Ciucci , Pontificio Consiglio della Famiglia); 6) La comunicazione nella formazione alla Vita consacrata (d. Filiberto González Plasencia e sr. Maria Helena Moreira ).

La prima giornata dell’incontro si è conclusa con in Incontro di preghiera molto coinvolgente curato da d. Fabio Pasqualetti (FSC) e sr. Gabriella Imperatore (Ambito della Comunicaizone sociale fma), e con la “buonasera” di d. Eugenio Riva , superiore religioso dell’UPS.

La mattinata di sabato 18 aprile si è aperta con otto laboratori che hanno permesso ad ogni partecipante di approfondire ulteriormente un aspetto del tema trattato. Ecco l’elenco dei laboratori proposti, insieme con qualche breve cenno su quanto realizzato: 1) Comunicare la fede in famiglia (sr. Cettina Cacciato , Auxilium): la fede rende la comunicazione nella famiglia più autentica e umana, curando il dialogo intergenerazionale, l’aspetto affettivo relazionale, lo stupore e la gratitudine. È nell’umano pienamente vissuto che Dio si rivela; 2) Cinema e famiglia (d. Renato Butera , FSC): attraverso la visione del film “ The blind side ” si è potuto capire l’importanza di essere critici per guardare la realtà di un modo diverso dal solito; 3) Per non cadere nella rete: minori e internet (dott.ssa Laura Aria , Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni AGCOM): si è accennato all’importanza della regolamentazione della rete, e al ruolo fondamentale della famiglia e della scuola che non possono delegare tutto allo Stato; 4) La famiglia nella TV (d. Enrico Cassanelli , FSC): per la TV la famiglia interessa spesso solo come consumatrice di prodotti del mercato; fino ad ora ci si è dimostrati purtroppo incapaci di produrre programmi di qualità per le famiglie, e si fanno vedere le famiglie “tradizionali” come qualcosa di “ old fashion ”; 5) La famiglia nella pubblicità (prof.ssa Simonetta Blasi , FSC): si sono sperimentate in forma laboratoriale alcune possibili strategie pubblicitarie per valorizzare la famiglia all’interno di diversi contesti sociali e pastorali; 6) Family Telling: raccontare la famiglia (prof. Paolo Restuccia , FSC): nel narrare la famiglia si deve avere cura nel presentare le possibilità e le sfide, in modo attraente ma realistico; 7) Corpi in comunicazione (d. Tadeusz Lewicki , FSC): si è lavorato su come rappresentare e comunicare la famiglia attraverso l’espressione e il teatro; L’arte del dialogo in famiglia (d. Antonio Dellagiulia , FSE UPS): le modalità di dialogo dentro la famiglia si svolgono secondo i ruoli: tra le coppie, tra padri e figli, tra fratelli. Importante capire che la generalizzazione è uno degli errori più comuni nella famiglia e nella comunità. È importante partire dalle realtà concrete.

La Concelebrazione eucaristica, presieduta da d. Ivo Coelho , Consigliere generale dei salesiani per la Formazione, ha concluso l’intensa mattinata.

Nel pomeriggio sr. Anna Rita Cristaino (Ambito della Comunicazione sociale fma) ha coordinato il momento della condivisione delle attività svolte nei laboratori, e il dialogo in assemblea, cui sono seguiti i saluti finali di sr. Maria Helena Moreira , d. Filiberto González Plasencia e d. Mauro Mantovani , che – nel ringraziare sentitamente i membri dell’ Equipe organizzatrice delle Giornate (di cui facevano parte anche sr. Maria Antonia Chinello , fma, Ephrem Santos , d. Rudi Palos e Domagoj Beslic , sdb) – hanno dato a tutti l’arrivederci …all’edizione 2016.

Da questo significativo incontro è emersa la consapevolezza che un punto importante da affrontare è la formazione alla comunicazione tanto delle nuove generazioni di consacrati, e la formazione permanente dei formatori e formatrici. I consacrati si formano per essere comunicatori e testimoni di Dio, del Vangelo, e quindi le competenze comunicative per testimoniare il Vangelo e sviluppare la missione non sono più un optional , altrimenti diventano carenti di presenza e di significatività nella nuova società e tra i nuovi giovani. Il salesiano e la figlia di Maria Ausiliatrice, in quanto educatori, evangelizzatori e comunicatori dell’amore di Dio, non conoscono la “pensione”, vivono in formazione permanente e sono così chiamati a maturare se stessi e nei loro destinatari sempre nuovi e più profondi percorsi comunicativi nella vita di comunità-famiglia. Per questo la presenza all’UPS di tanti giovani religiose e religiosi in formazione è stata un segno di vera speranza, la gioia di essere una famiglia, famiglia salesiana, in cammino, in crescita.

 

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© Ephrem Santos

 

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