Università Pontificia Salesiana - Roma


RTF16 IMG 0987Ospitato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’UPS, lunedì 1 novembre si è svolto il Seminario internazionale sul cinema delle religioni, ultima tappa del Religion Today Filmfestival giunto alla sua XIX edizione. La FSC da ormai otto anni prende parte all’evento organizzando un seminario al quale prendono parte specialisti delle religioni e dell’arte cinematografica. Moderato dal prof. Renato Butera, l’evento ha avuto il titolo della edizione 2016 del RTFf, e cioè C’eravamo tanto amati… Religioni e relazioni di genere.

Il seminario è stato aperto dal saluto del Rettore, prof. Mauro Mantovani che ha sottolineato il “protagonismo della Facoltà e la sua presenza al Festival di Trento, ma anche la partecipazione come giuria con gli studenti del premio Nuovi Sguardi”. Il Religion Today, ha aggiunto, “è sempre stato attento a temi etici e antropologici attuali e dibattuti, raccontati attraverso il cinema, e genera un nobile confronto di idee, storie ed empatie, creando un vero e proprio dialogo interreligioso e interculturale”.  All’introduzione dei lavori ha preso parte l’ambasciatore della Corea del Sud, S. Ecc. Dr. Kyung-Surk Kim. Hanno poi fatto seguito i saluti del decano, prof. Peter Gonsalves, e del presidente dell’Associazione BiancoNero, Dr. Simone Semprini.

La prima sessione di lavori è stata aperta da Katia Malatesta, direttrice artistica del Festival, che in merito ai film in gara si è detta colpita dal grande numero di commedie in competizione, nonostante il momento di grande crisi esistenziale e sociale che si sta vivendo. Ha poi indicato una delle caratteristiche specifiche del Religion Today, e cioè un viaggio nelle differenze etniche, nazionali, culturali, ma anche in quelle strettamente filmiche, di stile, di linguaggi. “Abbiamo voluto far emergere le varie declinazioni religiose in relazione ai territori che abitano e la divergenza che esiste tra religioni consolidate e altre religioni minori, vittime di diaspora”. In questo ambito, anche le disuguaglianze di genere tra uomo e donna risultano potentemente amplificate, identificando le forme di marginalità nella classe sociale, nazionalità o appartenenza a una religione di minoranza. A fare da sfondo c’è sempre il problema dell’immigrazione e in Italia a pagarne i costi più elevati sono le donne pakistane. Ha poi preso la parola don Antonio Ammirati, segretario dell’Ente dello Spettacolo e dottorando FSC, che ha sottolineato la professionalità e l’attualità dei film notando l’elevata partecipazione di cittadini anche ai dibattiti al margine delle proiezioni, “testimonianza di un tessuto sociale culturalmente attivo”. La sua esperienza di giurato è stata momento di confronto con persone di nazionalità, cultura e religione differenti, accomunati dalla passione per il cinema.

Altro intervento a seguire è stato quello di Catherine McGilvray, regista e sceneggiatrice italo-australiana, che ha raccontato la sua nuova avventura in collaborazione con Renato Spaventa, dal titolo Sulle orme di Fatima, documentario sulle donne musulmane a Roma in cui si approfondisce il loro rapporto con la fede in un paese straniero. Ognuna di loro racconta se stessa a partire da una  Sura del Corano. La McGilvray ha fatto notare che “non si riscontra una banale sottomissione, ma una vera e propria adorazione del velo, indice di una fede molto forte”. Renato Spaventa ha posto invece l’accento su un problema molto comune nel mondo islamico, e cioè l’incomprensione del testo sacro. Molte persone, infatti, non capiscono l’arabo antico. Riguardo al tema del “genere”, Spaventa ha ricordato che “Adamo nel Corano ha un nome femminile, è un’anima di Dio dalla quale si genereranno poi l’uomo e la donna”. La prima parte del seminario si è chiusa con la visione di uno del cortometraggio: The veil of jeolusy.

La seconda parte si è aperta con l’intervento del prof. Guido Benzi, docente di teologia all’UPS, il quale ha incentrato il suo intervento sulla lettura della Creazione descritta nel libro della Genesi. Benzi ha evidenziato il limite di Adamo: “Può avere tutto, ma non tutto nel suo intero”. Adamo infatti sa di essere solo, ma non realizza la sua interezza in se stesso se non nella relazione; ecco perché sceglie Eva e la sceglierà sempre come “parte mancante della relazione. Nessun uomo si realizza da solo perché da sola l’umanità non progredisce”. All’intervento ha fatto seguito il cortometraggio  Adam and Eve.

Di seguito, alcuni degli studenti della giuria per il premio Nuovi Sguardi - Suor Mary Lucia, Giorgio Marota, Veronica Petrocchi e Alessio Tiglio - hanno parlato della loro esperienza di giurati e delle motivazioni alla base della loro scelta di premiare Mariam e menzionare Slor. Carla De Nitto e Susanna Bianchini, docenti di psicologia dell’UPS, hanno dato infine il loro contributo, in chiave psicologica, soffermandosi sul tema dell’evoluzione delle relazioni di genere. “Veniamo al mondo per esplorare, per riconoscerci, familiarizzare, attaccarci e legarci con chi può garantirci la sopravvivenza”, spiegano. Dopo le fasi iniziali il bambino tende a progredire e inizia la comunicazione, resa possibile dall’acquisizione di competenze linguistiche. Si apre poi la fase della simbolizzazione, che genera significati e riflessioni sull’esperienza trascorsa e permette di mettersi nei panni dell’altro. Infine abbiamo l’interdipendenza, in cui la persona inizia a cogliere anche i suoi limiti e ha necessità di stare con l’altro. “Quando un individuo capisce e prende consapevolezza di essere unico e irripetibile - concludono - sviluppa la sua percezione identitaria, ma si rende anche conto di essere un animale sociale che ha la necessità di socializzare per sentirsi al mondo”.

A conclusione del seminario, il prof. Butera ha ringraziato tutti i partecipanti, i colleghi e gli ospiti e, la gradita presenza del dott. Luigi De Salvia, presidente del Religion for Peace, il quale ha ribadito la grandezza del Religion Today Film Festival, la capacità di cogliere i punti di unione tra etnie e persone di culture diverse e non gli stereotipi e i pregiudizi che influenzano negativamente la nostra società: “Oggi più che mai bisogna avere fiducia e soprattutto il coraggio di andare oltre i confini per trovare minimi comuni multipli sociali”. 

 

Alcune foto dell'evento. ©Talvacy Chavez de Freitas

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