Università Pontificia Salesiana - Roma


luisa diogoIl festival dell’Economia di Trento si apre al continente africano incontrando il Primo Ministro del Mozambico Luisa Diogo. "Il Mozambico è rinato anche grazie all’Italia" ha detto la Diogo illustrando le politiche di ripresa economica dopo la guerra civile del 1992.

L'Africa sbarca al Festival dell'Economia, e lo fa con la forza e il coraggio di Luisa Diogo, primo ministro del Mozambico. In un Teatro Sociale ancora una volta gremito in ogni ordine di posto, soprattutto da giovani, il Festival ci regala un'esperienza inedita, un tuffo nel passato per capire come il Mozambico, dilaniato dalla guerra civile e con una soglia di povertà vicina al 98%, sia oggi riuscito a risollevarsi, in parte grazie all'Italia e al prezioso aiuto dell'onorevole Marco Raffaelli, trentino doc, ex Ministro degli Esteri negli anni 90 e da anni amico personale della Diogo. A moderare l'incontro Pietro Veronese, giornalista de "la Repubblica", per anni inviato nel continente africano.
 
Il Mozambico, grazie alla sua Presidente, economista laureata ad Harvard e ministro delle finanze del suo esecutivo, è un esempio di gestione economica che negli anni ha suscitato grande interesse. Nel 1992 la collocazione politica del Mozambico costò al paese l'ostilità dei governi bianchi di Sudafrica e Rhodesia e persino degli Stati Uniti. Questi paesi furono fra i principali finanziatori del RENAMO, un movimento armato anti-comunista che, opposto al fronte di resistenza mozambicano FRELIMO, negli anni '80 trascinò il Mozambico in una guerra civile che ebbe conseguenze umane ed economiche disastrose. Un milione di cittadini morti, altrettanti rifugiati, strade e case rase al suolo, in una parola, un'economia distrutta.
 
teatro sociale trento "Abbiamo fatto tanta strada da allora", ha dichiarato il primo Ministro, "e la democrazia è stata il punto fermo da cui ricominciare". Accordo di pace stipulato a Roma nel 1992, elezioni politiche multipartitiche del 1994, e negli anni la creazione di una strategia economica e sociale votata alla partecipazione democratica del paese. Il primo ministro approfitta anche per svelare qualche segreto legato alla prima fase di ricostruzione. "Uno dei primi obiettivi era quello di tagliare le spese militari e cosi, sull'onda dell'entusiasmo per le prime elezioni democratiche, feci un gesto radicale". "Ricordatevi", ha proseguito la Diogo, "non esitate quando volete raggiungere obiettivi cosi importanti e democratici, perché ne vale del futuro del vostro paese". Pochi ma fondamentali, i punti fermi del governo mozambicano: migliorare le infrastrutture, sviluppare il settore agricolo e tessile, stabilizzare le riforme fiscali e finanziarie. "Prima si ricostruiscono le strade e si da lavoro alla popolazione, poi si può parlare di tasse e fiscalità altrimenti chi paga le conseguenze è sempre il più povero". Il programma ha preso il nome di PARPA, ossia Piano di Riduzione di Povertà Assoluta, che nel 2003 ha portato il tasso di povertà al 50%, ha permesso il 100% di vaccinazioni infantili e soprattutto una crescita annua del Pil tra l'8 e il 10%.
 
La Diogo ha approfittato per ricordare il ruolo della comunità internazionale, le amicizie costruite negli anni in ambito europeo e le capacità lavorative ed economiche che oggi il Mozambico può offrire all'Europa, "grazie all'Italia che da sempre supporta le nostre politiche di sviluppo". Dopo una prima fase di privatizzazione delle aziende, il Mozambico ha infatti introdotto la liberalizzazione dei prezzi, ponendo le basi di una crescita macroeconomica che oggi può esprimersi anche oltre i confini nazionali. E lo sguardo si rivolge ovviamente al vecchio continente, che secondo la Presidente non può continuare a considerare l'Africa come una terra in continua emergenza. Almeno non completamente, anche se appare paradossale, come ha ricordato Mario Raffaelli, che una parte del continente africano, oggi economicamente autosufficiente, sia il primo a non aiutare le regioni più depresse. "Il problema è la comunicazione tra le diverse città, fatta di strade e reti telefoniche, ma soprattutto di scambi commerciali" a precisato la Diogo.
 
L'altro grande tema di attualità è stato quello della carenza alimentare, un fenomeno che, come ricordato da Pietro Veronese, sta assumendo contorni preoccupanti. Come affronta il Mozambico questa emergenza? Come una sfida, assicura il Primo Ministro, "perché le derrate alimentari mancano veramente, non come il petrolio, che viene razionato solo per interessi personali", e dato che in alcuni continenti la crescita della popolazione supera l'offerta dei generi alimentari, esistono solo tre soluzioni. Il sussidio internazionale, "che non amo perché credo nell'autosufficienza". La politica fiscale, "con interventi sulle tasse e le imposte, cosi che il riso sia tassato diversamente da altri alimenti". La politica monetaria, "il gesto più estremo, che rischia di metter in crisi aziende e realtà nazionali". Il Mozambico non produce infatti sufficiente frumento ne riso, e con l'aumento dello stesso, da 200 a 1000 dollari in un anno, la leva fiscale risulta indispensabile. L'altra soluzione proposta dalla Diogo è quella di investire nel petrolio, cercandolo nel nord del paese. Dopo una prima fase di ripresa, il Mozambico si trova dunque ad affrontare le sfide di un'economia internazionale, e di un mercato, sempre più competitivi. Esempi recenti di leadership nel continente africano, come quella del Primo Ministro Luisa Diogo, dimostrano la capacità di partecipare alle politiche internazionali, "perché la determinazione che ho avuto nella ricerca della pace e della democrazia", ha concluso il ministro, "è la stessa che mi porta oggi a lottare contro la povertà. Io vi dico Vinceremo!".

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