Università Pontificia Salesiana - Roma


Incontro Paolo Foschi31ottobre2017(Roma, 2 novembre 2017) - La qualità etico-deontologica dell’informazione è un fondamento che non può essere dato per scontato poiché, pur confermandone l’assoluta importanza, l’informazione ai tempi del 2.0 continua a creare casi scorretti dal punto di vista sia etico che deontologico. Quanto questo pesi effettivamente e onestamente sulla professione del giornalista e sull’informazione in generale? Ne ha parlato lo scorso martedì 31 ottobre il Dr. Paolo Foschi, giornalista del Corriere della Sera - già responsabile della redazione online della cronaca di Roma del Corriere della Sera, si occupa ora della cronaca nazionale nella testata più diffusa in territorio italiano - agli studenti del corso di Giornalismo I della FSC.

Dopo una introduzione a cura del prof. Renato Butera, titolare del corso, Foschi, a partire dalla sua personale esperienza, ha sottolineato l’importanza di una onesta ottemperanza dei codici deontologici a partire da particolari casi saltati all’attenzione dell’informazione mainstream in questi ultimi mesi, evidenziando i difetti che si producono quando l’interesse della pubblicazione mette tra parentesi la verifica e il rispetto dovuto ai protagonisti della notizia, e la fiducia che intercorre tra l’operatore dell’informazione e il suo pubblico.

Il giornalista ha anche richiamato il valore della credibilità, che si fonda sull’assunzione di un personale abito etico, che non può fare a meno della prudenza e della pertinenza. Valori che spesso vengono dimenticati quando si mettono in ribalta gli interessi commerciali della testata, i vantaggi personali del reporter, il desiderio dello scoop con una tempestività poco attenta alla verifica, il fascino seduttivo della spettacolarizzazione. A questo proposito ha dichiarato l’importanza delle scuole di giornalismo che, insieme all’esperienza professionale, formano a un esercizio e a un servizio informativo eticamente fondato.

Gli studenti hanno avuto modo poi di confrontarsi con il professionista del “Corriere” attraverso alcune domande che hanno approfondito ulteriormente temi quali il rispetto della verità e della verifica in particolare in quelle zone di mondo dove queste dipendono quasi esclusivamente dalla persona del giornalista, della tentazione dello scoop e della tendenza non sempre positiva alla spettacolarizzazione.

 

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