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Psicologia

Ricerca e processi educativi

Un webinar sullimportanza della ricerca in ambito psicopedagogico
  22 marzo 2021

Parlare di ricerca scientifica, in questo tempo così particolare, è urgente e necessario. 

Se da una parte è vero che il libro Ricerca quantitativa e processi educativi si rivolge a quanti si preparano ad essere esperti di diagnostica, professionisti della salute mentale ed educatori, è altrettanto vero che i principi su cui si fondano le diverse unità trattate riguardano aspetti che possiamo considerare “vitali” della crescita umana.

Osservare la realtà per poi decidere come affrontarla è un compito esistenziale che riguarda ogni persona che si confronta con le situazioni della vita: un giovane che deve affrontare gli studi universitari, un genitore, una coppia che sogna un amore eterno, un professionista che si impegna nella sua attività.

Questi e altri argomenti sono oggetto del seminario Uso dei test e ricerca in un’ottica psicoeducativa, che si svolge online mercoledì 24 marzo alle 14:30, promosso dall’Istituto di Psicologia della Facoltà di Scienze dell’Educazione.

Informazioni sul seminario

 Scienza e realtà

Il volume intende offrire un metodo che aiuti ad osservare e comprendere la realtà, riconoscendo le nuove opportunità di intervento migliorativo che il proprio lavoro di ricerca potrebbe favorire.

In questo modo si ribadisce l’associazione tra scienza e realtà, tra metodi di osservazione teorica e prospettiva di crescita. La preoccupazione di chi si impegna in una ricerca deve certamente centrarsi sull’acquisizione di competenze di ordine “esecutivo” e funzionale, con l’applicazione di formule o di programmi informatici. Allo stesso tempo deve spingere a formulare delle ipotesi, a creare nuovi significati che possono trovare conferma nella sperimentazione che viene attivata. Potremmo dire che, come un pittore sa sfumare i diversi colori per un tutto unitario, anche chi fa ricerca deve affinare le sue competenze per scoprire cose nuove.

 Strategie educative

Nei dieci capitoli del libro si propongono due strategie educative fondamentali: da un lato la capacità di esplorare nuove ipotesi di ricerca, aprendosi a nuove opportunità di senso. Dall’altro, la consapevolezza che tale competenza esplorativa non è solitaria, ma è parte di un confronto, di una storia comune, dove autori diversi in modi diversi hanno fatto strada e prodotto cose nuove.

Nel primo caso si tratta di un metodo che spinge il lettore, il ricercatore, l’educatore, ad indagare i fenomeni attraverso i possibili collegamenti tra le variabili che sono parte della sua vita, e che in un progetto di ricerca sono le diverse dimensioni sotto osservazione.

Nel secondo caso, il suo è un lavoro di apprendimento progressivo. Di qui la necessità della “supervisione”, intesa come confronto e come apprendimento co-regolato, dove chi fa ricerca continua a “imparare ad imparare”, continua cioè ad affinare le proprie competenze statistiche e tecniche, e lo fa con l’aiuto di chi lo affianca, un supervisore, che lo sollecita ad avanzare nella sua opera.

Perché fare ricerca?

Ecco perché nelle pagine di questo volume si sottolinea l’importanza della motivazione a fare ricerca. Si parte infatti dalle motivazioni che spingono il ricercatore a incuriosirsi degli aspetti reali con cui entra a contatto, per poi aggiungere quei tasselli necessari che, attraverso le esercitazioni pratiche, lasciano intravedere lo sviluppo del processo di apprendimento in una prospettiva applicativa, creando un anello di congiunzione tra teoria e prassi.

L’attenzione quindi è rivolta agli “aspetti motivazionali” che spingono ad essere direttamente coinvolti nel lavoro esplorativo. Un metodo che non parte dai principi astratti ma dalle competenze esperienziali che il lettore si riconosce, e che ha come obiettivo la possibilità di intervenire nella realtà con una marcia in più, cioè con il proprio apporto empirico.

 Il libro

Al suo interno il volume del prof. Crea presenta una breve parte teorica, arricchita da studi empirici che servono a delineare una possibile impostazione applicativa delle indicazioni teoriche, in un contesto di ricerca specifica. A questo seguono delle sezioni di “esercitazioni pratiche”, che rimandano a dei file di dati su cui applicarsi in chiave addestrativa (materiale che sarà a disposizione dello studente nel corso di workshop o seminari accademici svolti in presenza o a distanza). Infine un’Appendice dove è possibile trovare informazioni su come strutturare l’analisi dei dati di una ricerca in vista di una sua pubblicazione. 

Così organizzato il volume vuole accompagnare il lettore, per passare dallo studio empirico dei fatti (con l’analisi dei dati, la formulazione delle ipotesi, la scelta dei test statistici) ad una più ampia comprensione dei fenomeni, aperta ad una progettualità educativa che dia senso e prospettiva alla ricerca che lo studente si accinge a realizzare. L’analisi statistica, allora, non è solo una fredda vetrina di eventi preordinati, ma ben si coniuga con i processi psico-educativi, di prevenzione e di crescita motivazionale che spinge a voler conoscere i fatti psicologici per poter stare meglio con se stesso, con gli altri e con l’ambiente.