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In memoria

“Prima del religioso salesiano viene l’uomo”

Don Agostino Favale ha dedicato la sua vita alla ricerca e all’azione pastorale, lasciando un segno indelebile in generazioni di studenti
   1 dicembre 2021

La comunità religiosa e accademica dell'Università comunica, con tristezza, la morte di don Agostino Favale, avvenuta questa notte, 1°dicembre 2021. Il 20 maggio scorso aveva compiuto 101 anni.

La celebrazione delle esequie si svolgerà venerdì 3 dicembre alle 9:00, nella Chiesa universitaria Gesù Maestro.

La ricerca e l'azione pastorale

Una delle preoccupazioni di don Favale fu sempre quella di integrare lo studio con l'azione pastorale; si dedicò soprattutto alla catechesi dei giovani e degli adulti, alla predicazione di corsi di esercizi spirituali, all'attività apostolica domenicale e all'assistenza spirituale in colonie estive per giovani.

 Il suo lavoro ha lasciato un segno indelebile in generazioni di studenti, per l'impronta sempre attenta alla dimensione umana. A don Favale, sempre lucido, riflessivo, profondamente umano, autentico religioso e convinto salesiano, si attribuisce l'affermazione: “prima del religioso salesiano viene l'uomo”.

Nell'ultimo periodo del suo cammino terreno e di residenza presso il campus universitario dell'UPS è stato assistito dalla Comunità delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria e accompagnato dalla vicinanza dei confratelli della comunità, dei colleghi della Facoltà e da tanti amici ed estimatori.

Don Favale era nato a Ceresole d'Alba (Cuneo) il 20 maggio 1920; dopo gli studi ginnasiali nell'aspirantato missionario di Bagnolo Piemonte fu inviato in Brasile, dove fece il noviziato e la professione religiosa nel 1940. Rientrato in Italia nel 1947, studiò la teologia a Torino Crocetta e fu ordinato sacerdote nel 1950. Completò gli studi all'Università Gregoriana con la Licenza e il Dottorato in Storia Ecclesiastica. Dopo un periodo di insegnamento a Torino, con la nascita dell'Università Pontificia Salesiana a Roma, si trasferì nella nuova sede, dove si impegnò nella pubblicazione, con il concorso di una sessantina di esperti, dei 15 volumi della “Collana Magistero Conciliare”, che commentavano i documenti del Concilio Vaticano II appena concluso. Dal 1974 al 1980 fu direttore dell'Istituto di Spiritualità. In quel periodo promosse le “Settimane di spiritualità salesiana” e, sollecitato dai Rettori Maggiori del tempo, fu molto attivo anche nella conduzione di corsi di formazione permanente e di esercizi spirituali.

 Il suo servizio alla Chiesa si espresse anche nel compito di consultore della Congregazione delle Cause dei Santi e della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

 La sua ricerca è testimoniata da numerosi libri, alcuni dei quali tradotti anche in altre lingue: diciannove come autore, una ventina in collaborazione come ideatore o diretto responsabile e tanti altri come coautore, nonché oltre 140 titoli di contributi in libri e articoli in dizionari e riviste.