Università Pontificia Salesiana - Roma


Paolo BafileIl 7 aprile, dopo una lunga malattia affrontata con grande serenità, è ritornato al Signore il nostro amico e professore Paolo Bafile. Lo scorso 7 aprile abbiamo celebrato la domenica in albis depositis, ricordando che i battezzati nella notte di Pasqua in questo giorno deponevano le vesti bianche come segno che la festa era finita e iniziava la vita ordinaria. Al prof. Bafile in questo stesso giorno è toccato deporre ai piedi del Signore Risorto la sua veste "quotidiana", per indossare quella dei viventi nella casa del Padre. La notizia ci è arrivata in ritardo e ci dispiace molto non essere riusciti a partecipare al funerale che si è svolto il 9 aprile: le sue spoglie sono state tumulate nella tomba di famiglia a L'Aquila.

Nato a Roma nel 1929, conseguì la laurea in giurisprudenza alla Sapienza nel 1951. Nel 1954 divenne procuratore legale; nel 1959 si specializzò in scienze amministrative all'Università di Bologna; nel 1969 conseguì l'abilitazione alla docenza in materie giuridiche e amministrative. Mentre completava la sua formazione, iniziò l'impegno professionale: già nel 1954 era funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Servizio Spettacolo, Informazioni e Proprietà intellettuale); nel 1959 passava al Ministero del Turismo e dello Spettacolo (istituito proprio in quell'anno), divenendo presto direttore di divisione. Dal 1971 al 1973 era magistrato della Corte dei Conti; nel 1974 magistrato del TAR (Tribunali Amministrativi Regionali), prima in Piemonte, poi in Umbria. Dal 1976 tutto il suo impegno è dedicato allo studio dei problemi relativi al cinema, alla televisione, allo spettacolo, alla stampa, alla pubblicità, con grande attenzione agli aspetti economici, giuridici, etici. Su tutti questi temi ricorrenti sono stati i suoi articoli, comparsi su riviste come "Il diritto d'autore", "Bianco e Nero", "Rassegna di diritto cinematografico, teatrale e della radiotelevisione", "Il Consiglio di Stato", "Mass-media", "Cinema '60", "Gulliver", "Rivista del Cinematografo", "Il telespettatore" o su quotidiani come "Avvenire", "Il Giornale Nuovo", "Il Tempo".

Costante è stata la passione per l'insegnamento: ricordiamo i corsi di legislazione cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia dal 1961 al 1967 (ripresi negli anni 1980 -1982); le lezioni alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, i Corsi di Formazione per i funzionari del Ministero dello Spettacolo e quelli presso il Centro internazionale per gli studi dell'opinione pubblica.

Alla fine degli anni '80 Paolo Bafile è approdato all'Università Salesiana. Ha fatto parte del gruppo di laici, professionisti e studiosi del mondo della comunicazione, che hanno aiutato con la loro opera di testimoni e di docenti la nascita e i primi passi della Facoltà, allora chiamata ISCOS. Assieme al prof. Bafile hanno fatto parte di questo primo gruppo Mario Arosio, Leandro Castellani, Federico Doglio, Piero Pratesi, Ugo Ronfani, Carlo Tagliabue, Sergio Trasatti, Adriano Zanacchi. Dal 1991 al 2000 P. Bafile è stato nostro docente di Diritto delle comunicazioni sociali. Il corso si svolgeva ad anni alterni, ma la sua attenzione per la Facoltà era costante e frequenti erano le sue visite anche nei semestri in cui il corso taceva, per portare un suo articolo, la suggestione di nuove idee o, semplicemente, il regalo di una momento di amicizia. Sue molte delle voci di carattere giuridico del nostro Dizionario (vedi www.lacomunicazione.it).

Una parte importante della sua attività di studioso e di cittadino Paolo Bafile l'ha dedicata alla tutela dei telespettatori, in particolare della tutela dei minori, come membro e poi dirigente dell'associazione cattolica AIART, l'Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione. Questa militanza, sostenuta dalla grande preparazione giuridica e dall'attenzione critica per le modalità in cui avveniva lo sviluppo delle telecomunicazioni in Italia, lo portò a ricoprire cariche di altissimo rilievo: fu Vice Presidente del Comitato Media e Minori e Vice Presidente del Consiglio Nazionale Utenti presso Agcom, l'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, carica dalla quale si dimise il 26 marzo 2004. Molto significative le ragioni che lo hanno spinto a compiere questo gesto di amara contestazione: i "rassegnati quanto ingiustificati silenzi"; la "sempre più scarsa incisività nell'azione del Consiglio nella salvaguardia dei diritti e delle legittime esigenze dei cittadini"; il "progressivo scostamento (se non proprio una divaricazione) fra le funzioni e le finalità che la legge attribuisce al Consiglio e la loro concreta attuazione".

Molti hanno espresso le loro condoglianze. Ricordiamo in particolare Luca Borgomeo, presidente dell'AIART: "La scomparsa di Paolo Bafile addolora tutti i dirigenti e gli iscritti dell'Aiart. Era un uomo apprezzato per il suo impegno nella tutela dei telespettatori, anche attraverso i suoi articoli, i suoi saggi, i suoi interventi pubblici". Il quotidiano "Avvenire" titola in questo modo il ricordo che gli dedica: Addio a Paolo Bafile difensore dei minori.

Al suo ricordo la Facoltà dedicherà prossimamente una celebrazione di suffragio, alla quale saranno invitati amici, colleghi, studenti, quanti l'hanno conosciuto, stimato e lo ricordano come persona affabile, preparata, generosa.

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