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agenda2030 Y4YLa nostra Università sta seguendo da tempo le linee della Laudato si’ di papa Francesco, che pone le basi su uno Sviluppo sostenibile e inclusivo per una formazione umana, cristiana e professionale al passo con i tempi. E – insieme – si pone l’obiettivo di «avviare una rivoluzione culturale, generando consapevolezza tra le persone ed educare e incoraggiare le persone ad avviare iniziative personali e comunitarie per la cura della Casa Comune» (dalla presentazione del Joint Diploma in “Ecologia Integrale").

Nel contesto di un cammino, finora positivo ma non sufficiente, faticoso, almeno in Italia, ma che pur cominciava a prendere forma, c’è stato un imprevisto: la diffusione del Covid-19. La pandemia ha mostrato, si legge nel Rapporto ASVIS 2020 presentato a metà ottobre e dal titolo “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, che «in tutto il mondo si sta determinando una battuta d’arresto e un arretramento nel cammino verso l’attuazione dell’Agenda 2030, firmata dai 193 Paesi dell’Onu il 25 settembre 2015, per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs)».

Ecco perché occorre incrementare gli sforzi: economici, politici, giuridici e istituzionali, e poi, soprattutto, culturali, sociali, psicologici e formativi, per far sì che quegli obiettivi entrino definitivamente nella vita di tutti giorni di adulti giovani e ragazzi, come mentalità, comportamenti, sistema di vita. Ne va della salvezza del pianeta.

 

Gli obiettivi s’intrecciano con la vita delle comunità

Dal recente Report dell’Asvis (l’associazione che riunisce circa 270 realtà che lavorano insieme per l’implementazione dello Sviluppo sostenibile) si legge che «i territori, in ogni loro articolazione istituzionale, svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione dell’Agenda 2030, in quanto rappresentano le istanze complessive dei cittadini e sono responsabili dei servizi fondamentali offerti alle loro comunità. Nella ricerca di uno sviluppo sostenibile, le regioni, le città metropolitane, le province, i comuni e le aree interne possono fornire un’infrastruttura di cooperazione per favorire processi decisionali condivisi, mettere a sistema risorse economiche e competenze, incentivare forme di collaborazione».

Ma la Asvis sottolinea anche l’importanza della società civile in tutte le sue articolazioni, per cui «sta promuovendo il protagonismo territoriale di istituzioni, enti privati e pubblici, imprese, associazioni di categoria, istituzioni scolastiche, mondo accademico, Terzo settore, volontariato, parrocchie. Stanno così nascendo associazioni e reti di coordinamento che aderiscono all’ASviS con lo scopo di “territorializzare l’Agenda 2030”, interloquendo con le istituzioni pubbliche, promuovendo programmi di formazione allo sviluppo sostenibile, facendo conoscere e valorizzando buone pratiche, monitorando i progressi territoriali verso gli SDGs.» Le scuole e le università possono giocare un ruolo importante, perché raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 sarà impossibile, senza un cambiamento di mentalità che si traduca in scelte personali, sociali, economiche e politiche. Scuole e università possono contribuire a costruire una cultura della sostenibilità e della giustizia sociale, coinvolgendo le nuove generazioni e rendendole protagoniste del cambiamento.

 

Obiettivo del progetto di Y4Y

A partire da queste considerazioni, la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale, con il suo nuovo curricolo orientato proprio verso la problematica del sociale, vuole dare il suo contributo in partnership con l’Ucsi (Unione Cattolica della Stampa Italiana), consapevole che le proposte riguardanti i 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile previsti dall’Agenda 2030 hanno bisogno, in buona parte, di acquisire terreno comune nell’opinione pubblica, soprattutto giovanile.

Come Facoltà di Comunicazione sociale e Ucsi condividiamo questi fronti dell’impegno: la sensibilizzazione, l’informazione, la diffusione, l’educazione e la ricerca.

In concreto:

  • sensibilizzazione: organizzando webinar e quando possibile tavole rotonde;

  • informazione e diffusione: tramite la piattaforma www.young4young.com e il sito dell’Ucsi. Gli Studenti della FSC (e perché no, anche Ups) cureranno settimanalmente pubblicazioni sui 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile;

  • educazione: i giovani aderenti al progetto, saranno coinvolti e responsabilizzati ad essere portatori di questo messaggio presso i propri compagni e famiglie (anche attraverso l’uso dei social);

  • ricerca: un’indagine quantitativa e qualitativa con questionario e interviste per comprendere – tra Ucsi, universitari e altri – il grado di conoscenza e consapevolezza sui 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile.

 

Gli Obiettivi e noi: cosa possiamo fare?

Bisogna promuovere e sostenere l’idea che gli Obiettivi dello Sviluppo sostenibile, ci riguardano tutti e che, in diversa misura, ciascuno può fare qualcosa per attivarsi, anche solo dal punto di vista informativo, mirando a correggere l’idea di fondo che gli obiettivi e le strategie da mettere in atto riguardino soltanto i governi e le istituzioni dei vari Paesi.

E suscitando anche un desiderio di positiva emulazione di fronte a buone pratiche e casi (non esclusivamente del nostro Paese) che dimostrano la praticabilità di azioni e la perseguibilità dei fini.

 

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